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FIADDA ROMA. UNA VOCE FUORI DAL CORO.

La Fiadda – Sezione di Roma Onlus – esprime rammarico e preoccupazione per l’approvazione della legge 98/2013 “Disposizioni per la promozione del riconoscimento della lingua italiana dei segni e per la piena accessibilità delle persone sorde alla vita collettiva. Disciplina dello screening neonatale“ così formulata, conformemente al suo giudizio negativo, esplicitato al termine dell’audizione presso la V Commissione Cultura del Consiglio Regionale.

Lamenta che non siano state prese nella dovuta considerazione le sue proposte emendative, particolarmente quelle a salvaguardia del diritto alla parola del bambino e delle persone sorde e quelle riferite allo screening neonatale, che almeno in linea di principio potevano essere recepite, indipendentemente dal Commissariamento ad Acta per le politiche della Salute. Nel corso dell’audizione è poi emerso chiaro che gli emendamenti adottati erano già stati concordati con alcune delle Associazioni presenti.

Non si ritiene soddisfatta del generico riferimento alla lingua parlata e scritta o ad alte forme di comunicazione, introdotte all’art. 2 comma 1 lett. a (servizi educativi della prima infanzia, della quale aveva chiesto l’abrogazione), non ritenendolo sufficiente a garantire il diritto di scelta e la non discriminazione, di cui invece il legislatore si vanta.

Lamenta che durante l’audizione non siano stati sempre seguiti garantiti criteri conformi alla democraticità ed all’imparzialità.

Denuncia come atto molto grave il comportamento poco ortodosso tenuto da un consigliere durante l’audizione e le sue esternazioni esplicitamente di parte, a cui purtroppo non è seguito da parte della Presidenza un fermo richiamo al suo ruolo istituzionale e super partes, almeno in determinati contesti pubblici.

Conferma, aldilà del coro unanime di soddisfazione per l’approvazione della legge, il suo giudizio negativo, ritenendola parziale, sbilanciata volta esclusivamente al riconoscimento della Lis, inadeguata e insufficiente a garantire i diritti di tutte le persone sorde, delle quali si auspica si possa tenere debito conto nella fase attuativa della Legge.  

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