A+ A A-

Persone sorde e diritto alla parola

  • Published in Il Punto

L’Associazione FIADDA da oltre quaranta anni sostiene e promuove l’inclusione sociale di bambini ed adulti sordi, favorendo di conseguenza la diffusione delle pratiche abilitative con ricadute spesso eccellenti nella scuola.

L’Italia infatti detiene il primato nell’abolizione dell’obbligo delle scuole speciali per alunni sordi, cosa che accade ancora oggi perfino in alcuni paesi europei. Le persone sorde hanno diritto alla parola e lo Stato deve garantire a tutti i bambini con sordità preverbale l’iter diagnostico precoce ed abilitativo per consentire agevolmente l’acquisizione di adeguata competenza verbale.

 

L'Associazione assiste con sconcerto al clima di confusione che si è instaurato ed ai tanti pregiudizi che vanno diffondendosi ormai da tempo ed invoca con umiltà ma determinazione che si faccia chiarezza e che si diffondano informazioni idonee sulla questione.

Molti cantanti, attori, personaggi dello spettacolo e della televisione e perfino qualche scrittore famoso, oggi partecipano ad una apparente gara di buonismo che ritengono erroneamente a favore delle persone sorde. Se ne apprezza la sensibilità, tuttavia non conoscendo a fondo la materia, o volutamente ignorandola, tale comportamento si ferma alla superficie e risulta dannoso. Si partecipa al coro di quanti richiedono il riconoscimento ufficiale da parte dello Stato della cosiddetta lingua italiana dei segni Lis quale lingua di una minoranza linguistica e culturale costituita dai “Sordi”, senza considerare se tutte le persone sorde condividano questa richiesta o se si stia attuando nei loro confronti un atto discriminatorio.

 

Anche molti politici e parlamentari, comprese alcune massime cariche istituzionali del Senato e della Camera dei Deputati, si aggiungono al coro incuranti della realtà. Ignorano che in Italia gli alunni sordi certificati in tutte le scuole superano appena la cifra di 6500 unità (mediamente meno di uno per ogni Comune), che ben oltre il 90% di essi ha entrambi i genitori udenti, che gli interventi precoci abilitativi permettono a tutti di recuperare ampiamente se non quasi totalmente la capacità percettiva uditiva. Immaginano grossolanamente che il linguaggio Lis possa assumere potenza ed espressività come qualunque altra lingua verbale. Vorrebbero ad ogni costo creare le condizioni affinché i “Sordi“ facciano comunità fra loro, magari riaprendo di nuovo, massima espressione, di anacronismo gli Istituti Speciali.

 

Lo strumento comunicativo Lis, va comunque garantito nei casi di effettivo bisogno e questo accade ampiamente ovunque e nulla osta a perfezionarne l’uso, ma non si dica che è la lingua delle persone sorde di lingua italiana e si preservi la Scuola e le Università da ogni tentativo retrogrado di istituzionalizzazione, pericolo già in atto in diverse realtà territoriali.

 

La FIADDA è orgogliosa dell’Italia, della sua scuola e non ritiene nessuna delle Proposte di Legge depositate in Parlamento sul riconoscimento Lis praticabile, in quanto strutturate a danno delle persone sorde e forse a vantaggio di altre categorie di professioni.

 

Antonio Cotura 

Presidente FIADDA

Segretario Nazionale FISH

www.fiadda.it  

Read more...

3 dicembre: Giornata Internazionale delle persone con disabilità.

  • Published in Il Punto

Nulla su di noi senza di noiIl 3 dicembre è la Giornata Internazionale delle persone con disabilità. È un’occasione per ricordare le condizioni di vita di milioni di Cittadini e delle loro famiglie, ma anche un momento per ribadire la necessità di un impegno comune per garantire loro fondamentali diritti umani.

Ancora troppe persone a causa della disabilità vivono situazioni di marginalità e addirittura di segregazione.

Nel 2006 l’ONU ha approvato la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, atto ratificato con norma anche dall’Italia nel 2009.

Ma la strada da percorrere sulla via della piena inclusione è ancora lunga.

In questi anni il movimento internazionale delle persone con disabilità ha continuato a ripetere lo slogan “Nulla su di noi, senza di noi”, rivendicando il diritto di essere protagonisti attivi di tutto ciò che riguarda la propria esistenza.

La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap ha voluto, nei vent’anni della propria attività, plasmare le proprie azioni su questi principi, forte dell’adesione di tante persone ed associazioni.

Al 3 dicembre 2013 la FISH dedica particolare attenzione, promuovendo iniziative di informazione e sensibilizzazione in molte città italiane grazie al grande impegno delle Federazioni regionali.

Innanzitutto verrà proposta in varie città la mostra Nulla su di Noi senza di Noi! Le persone con disabilità e le loro famiglie: una partecipazione da protagonisti. Appunti per immagini. Un percorso espositivo che ripropone la storia, le azioni, la voglia di partecipazione delle persone con disabilità e delle loro famiglie, con immagini simbolo e commenti significativi che testimoniano diversi passaggi epocali.

E vediamo, dunque, che cosa è stato programmato, città per città, puntando sempre su sedi di grande visibilità, allo scopo di attirare l’attenzione del maggior numero possibile di Cittadini.

- Bari: la videoproiezione della mostra fotografica è in programma martedì 3 alla Sala del Fortino del Comune e fino a venerdì 6.

- Ferrara: una conferenza stampa è prevista per martedì 3 (ore 12.30) presso il Castello Estense, con la partecipazione di Massimo Maisto, vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Ferrara, Caterina Ferri, assessore alle Pari Opportunità della Provincia di FerraraCarlos Dana, portavoce del Comitato Ferrarese Area Disabili e Silvana Messina, presidente del Forum Provinciale per le Politiche a Favore delle Persone Disabili. La mostra verrà poi esposta dal 3 al 17 dicembre al Centro Commerciale Il Castello (Via Ada Negri).

- Genova: la mostra verrà inaugurata martedì 3 (ore 18), presso Palazzo Ducale, ove resterà esposta fino a mercoledì 11. Inoltre, martedì 10, che sarà la Giornata Internazionale dei Diritti Umani, è in programma, sempre a Palazzo Ducale, un concerto del Coro Millelire Gospel Choir (ore 19), seguito da una cena solidale (Berio Cafè, presso Biblioteca Berio, Via del Seminario, 16).

- Milano: con una conferenza stampa martedì 3 (ore 11.45) all’Aeroporto di Linate (Terminal Arrivi) verrà inaugurata la mostra e saranno presentate le varie iniziative della FISH.

- Modena: tutti potranno vedere un documento filmato sulla FISH e sulla realizzazione della mostra fotografica, da martedì 3 a giovedì 12, presso il Centro Commerciale La Rotonda CONAD-Leclerc (Strada Morane, 500). Nella stessa sede, da martedì 10 a giovedì 12, vi sarà una postazione FISH di sensibilizzazione e raccolta fondi, con la partecipazione, giovedì 12, di autorevoli ospiti e anche di calciatori delle squadre del Sassuolo e del Modena. Sabato 14, infine, presso la Parrocchia di Baggiovara, è previsto un pranzo di Natale, dopo una funzione religiosa celebrata dal parroco don Giovanni Gilli, persona ammalata di sclerosi laterale amiotrofica (SLA), alla presenza di rappresentanti istituzionali, tra cui Francesca Maletti, assessore comunale alle Politiche Sociali, Sanitarie e abitative.

- Palermo: la mostra verrà inaugurata lunedì 2 con una conferenza stampa (ore 17) presso la Real Fonderia alla Cala (Piazzale Fonderia alla Cala).

- Roma: la videoproiezione della mostra si avrà martedì 3 al Museo di Roma in Trastevere (Piazza Sant’Egidio, 6, ore 17.45), seguita da una cena solidale (ore 20) alla Trattoria degli Amici della Comunità di Sant’Egidio. La mostra, nel formato tradizionale dei pannelli, è disponibile anche presso il Centro Commerciale Euroma2 – Galleria IPERCOOP con inaugurazione alle ore 11.45 del 3 dicembre.

- Salerno: all’inaugurazione della mostra, in programma martedì 3, presso la Sala della Giunta Provinciale di Palazzo Sant’Agostino (Via Roma, 104, ore 10), interverranno Amilcare Mancusi, assessore provinciale al Bilancio, al Personale e alle Politiche Socio Sanitarie, Massimo Cariello, presidente della Comissione Provinciale Lavoro, Formazione e Pari Opportunità e Generoso Di Benedetto, presidente della FISH Campania. Sono stati inoltre invitati anche Antonio Iannone, presidente della Provincia e Anna Petrone, consigliera della Regione Campania.

- Terni: la mostra verrà inaugurata martedì 3 (ore 10) alla Sala Caffè Letterario della Biblioteca Comunale e subito dopo è in programma la tavola rotonda Dalla discriminazione all’inclusione: a che punto siamo?, mentre in serata vi sarà la cena conviviale denominata Assapora il gusto di partecipare!(Agriturismo Tenuta Astolfi a Portaria di Acquasparta), allo scopo di raccogliere fondi per la nuova sede del Centro per l’Autonomia Umbro (evento organizzato grazie alla collaborazione tra FISH Umbria, Slow Food, Associazione Vita Indipendente, Confragricoltura, CIA, Coldiretti e produttori associati, gli studenti dell’Istituto Alberghiero Casagrande e gli Chef Gianni Calabretto, Alessandro Montanari e Sergio Tomassini).

Nella mattinata di venerdì 6, quindi, ancora presso la Biblioteca Comunale di Terni, il Gruppo di Lavoro Tecnico Agenda 22 (indetto dal Comune di Terni) darà vita a un tavolo incentrato sui servizi alla persona, al diritto allo studio, alla mobilità e all’accessibilità, mentre nel pomeriggio, nella stessa sede (ore16.30), spazio al Tavolo Interassociativo per la Promozione del Diritto allo Sport, incontro dedicato alla presentazione del primo corso per operatori paralimpici, organizzato dal CIP Umbria (Comitato Italiano Paralimpico), e rivolto a tutti i soggetti pubblici e privati che operano nel settore della disabilità, con particolare riferimento all’avviamento della pratica sportiva e dell’inclusione sociale.

E ancora, sabato 7 (Sala Blu di Palazzo Gazzoli, ore 20), il gruppo Suoni Band proporrà pezzi degli Anni Settanta, nel corso di una serata musicale organizzata in collaborazione tra FISH Umbria e Unitalsi.

Infine, martedì 10 (Sala con galleria, Palazzo Primavera, ore 9-13), all’incontro Tutti i Diritti Umani per Tutti, aperto agli studenti delle scuole superiori e organizzato con la collaborazione di Marcello Ricci del Centro Diritti Umani, parteciperanno alcune persone che hanno vissuto sulla propria pelle la discriminazione e la violazione dei diritti fondamentali.

- Torino: l’inaugurazione della mostra è prevista per martedì 3 al Centro Commerciale Le Gru di Grugliasco (ore 18), alla presenza di rappresentanti delle Istituzioni e delle Associazioni locali.

Imponente, quindi, lo sforzo organizzativo messo in campo dalla FISH e dalle sue varie componenti locali, con la Federazione che – oltre agli Enti locali e a coloro che ospiteranno i vari eventi nelle città coinvolte – intende ringraziare anche, tra gli altri, Fiat Autonomy, il Coordinamento H per i Diritti delle Persone con Disabilità nella Regione Siciliana Onlus, Sodalidas CSV Salerno, la Comunità di Sant’Egidio e l’Associazione Culturale Alfabet! di Genova.

Da ultimo, ma non ultimo, sempre il 3 dicembre, il programma Mi manda Raitre (ore 10) ospiterà Pietro Barbieri, presidente nazionale della FISH, oltre a mettere in onda il video di presentazione della mostra fotografica.

 

 

Read more...

"L’estate di Giacomo". Riflessioni sparse e personali di Valeria Cotura

L’estate di Giacomo, opera prima di Alessandro Comodin, è uno dei quattordici film selezionati da Nanni Moretti per la rassegna “Bimbi Belli 2012 esordi nel cinema italiano” presentato all’Arena Nuovo Sacher nel Rione di Trastevere il 22 luglio 2012.
Un folto pubblico è accorso per la proiezione del film, snodandosi in una lunga fila fino alle rotaie del tram nella via alle spalle di Porta Portese, probabilmente attratto dalla motivazione del premio ricevuto al Festival di Locarno, dagli apprezzamenti della critica e dal grande successo che sta riscuotendo in Francia. Un altro segno tangibile che qualcosa si sta muovendo nel panorama desolante della crisi culturale italiana e fra il torpore del pubblico. Alla notizia del tutto esaurito, la biglietteria è stata quasi presa d'assalto, tanto che Nanni Moretti alla fine ha deciso di far entrare tutti, ben oltre i 600 posti a sedere.
Sono andata a vedere il film per formazione e naturale affezione ad un certo tipo di cinema, ma anche incuriosita dal riferimento alla sordità che, comunque mi appariva dalla lettura delle varie recensioni e critica piuttosto confuso e discordante.
Si tratta di un film poetico, delicato, essenziale, dove ciascuno può rinvenire una traccia della propria adolescenza e riappropriarsi, tra gli sprazzi di luci, colori, suoni e silenzi della Natura o nei sorrisi, nei giochi, negli occhi dei protagonisti, di frammenti di ricordi lontani. La sordità, naturalmente presente perché il protagonista è un ragazzo sordo, appare sfumata da altre componenti.
Giacomo e Stefania, amici dall'infanzia, camminano nei boschi, calpestano le foglie, a volte inciampano nei rovi, si graffiano, si sporcano nel fango, si trovano ora vicini, ora lontani, i loro respiri a volte si confondono, giocano, ridono, si scrutano, si confrontano in innocenti schermaglie, il loro andare non è altro che la metafora della vita, la crescita, il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, la scoperta di nuove dimensioni e pulsioni, del corpo e della sensualità. Ne seguiamo da dietro e a distanza ravvicinata (raramente intravediamo i loro primi piani) i passi e i movimenti nel bosco fino ad arrivare, scoprendone la limpidezza, al Tagliamento, siamo accompagnati da una vera orchestra di suoni, dallo scroscio dell’acqua, al fruscio delle foglie, del vento, un connubio di colori, rumori, vibrazioni di Madre Natura. Il Fiume ed i ragazzi finiscono per fondersi gli uni con l'altro, creando un dialogo fatto di tuffi, schizzi, tonfi in un unicum armonico e suggestivo.
Giacomo parla tanto, con un linguaggio essenziale e cadenzato da termini gergali, come tutti i ragazzi della sua età; Stefi è più taciturna e riflessiva, si immerge nella natura e ne diventa parte. Le scene nel bosco si alternano a quelle della sagra paesana, le giostre, la musica, il ballo, la campagna, una casa rurale ed un’assordante batteria.
La camera, nelle mani del regista, li segue e li lascia fare senza condizionamenti e schemi prestabiliti, senza interferire nella libertà del loro incedere e della loro espressività.
Scene ed immagini, i dialoghi scarni e brevi, la lentezza di alcune sequenze, il taglio del film tra finzione e documentario rievocano lo stile caro alla Nouvelle Vague ed ai registi Rohmer e Truffaut. Spontaneo il richiamo ai Quattrocento colpi, che Comodin ha definito nel dibattito seguito alla proiezione, uno dei film più belli della storia del cinema. La scena della bicicletta, intensa da far venire i brividi, i volti dei ragazzi nei quali si coglie il loro anelito verso la vita e la voglia di esprimersi liberamente, richiama vagamente alla memoria la corsa verso la libertà ed il mare di Antoine Doinel, l’una e le altre colpiscono per l’autenticità, la freschezza, l’equilibrio tra improvvisazione e rigore.
L’ultima sequenza del film segna un netto salto temporale: Giacomo si è lasciato alle spalle l’adolescenza, ora sta vivendo una stagione più matura e la scoperta dell’amore con Barbara.
Alla proiezione è seguito il dibattito, condotto da Moretti. Il regista friulano, che ha studiato a Bruxelles e vive a Parigi, ha risposto, tra la soddisfazione e l’apprezzamento dei presenti, alle molte domande in maniera efficace ed esaustiva, comprese quelle riferite alla sordità di Giacomo, rivoltegli da alcuni spettatori, dimostrando una conoscenza approfondita e diretta di questa disabilità, che ha saputo trattare nel film non solo con sensibilità e delicatezza, ma anche con onestà intellettuale e obiettività.
Comodin conosce molto bene Giacomo, è il fratello del suo migliore amico, con la sua famiglia ha condiviso le fasi che hanno portato alla decisione di affrontare un impianto cocleare, nella consapevolezza che ciò avrebbe rimesso in gioco dinamiche e situazioni già vissute quando Giacomo era diventato sordo a pochi mesi di età.
Il film doveva essere originariamente una sorta di documentario sulla fase precedente l’intervento ed il nuovo percorso riabilitativo, tanto è vero che per un’intera estate delle due nelle quali è stato girato, molte sedute logopediche sono state riprese, ma via via che la cosa prendeva corpo, Comodin si è reso conto che il discorso doveva essere piegato verso qualcosa di più profondo ed intimistico e nello stesso tempo libero da schemi o progetti preordinati.
Il passaggio dal periodo precedente (il prologo) a quello successivo all’intervento viene mostrato solo dalla protesi acustica che, Giacomo indossa mentre percuote vigorosamente una batteria e che, durante la passeggiata nel bosco scompare. Ma non perché l’intervento abbia reso l’udito al ragazzo, come alcune recensioni hanno enfaticamente riportato, che invece, secondo la precisazione del regista è ancora sordo e non sordastro, ma semplicemente perché l’escursione nel bosco si sarebbe conclusa con un bagno nelle acque del fiume e Giacomo aveva preferito saggiamente non indossare l’impianto.
Un valore aggiunto di questo film è rappresentato dalla sottotitolazione in italiano, che consente di abbattere una grossa barriera, oltre a veicolare una nuova dimensione della cultura, contro l’ignoranza e la superficialità. In questo senso un apprezzamento va rivolto alla distribuzione, oltre alla sensibilità del regista, che a chi gli chiedeva se il sottotitolo fosse lì per ovviare alla voce del protagonista ha risposto che gli sembrava un atto normalmente dovuto. Purtroppo nessuna recensione l’ha messo in evidenza, dimostrando ancora una volta la ritrosia di certa stampa e di alcuni ambienti verso queste forme di accessibilità e fruizione della cultura da parte delle persone sorde.
Nel pubblico c’è stato chi ha sottolineato questo aspetto, riferendolo, tra l’approvazione di Moretti e di Comodin, anche all’acquisizione di un diritto umano e fondamentale e ringraziando il regista per aver saputo trasmettere al pubblico un messaggio di forte spessore umano e culturale. 

Read more...

A Bologna aria di dignità (ma pochi ne hanno riferito)

Due giorni di lavori, densi di parole e di documenti, con settecento partecipanti arrivati da tutta Italia, persone con disabilità, ma anche operatori, esperti, amministratori locali e regionali, parlamentari, ministri. Di questo si sarebbe dovuto parlare, raccontando della quarta Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità di Bologna e invece i grandi media hanno dato solo la notizia (falsa) degli ascensori rotti…

di Franco Bomprezzi*

Fonte: superando.it - Nel mio breve intervento in veste di moderatore della sessione plenaria di apertura della quarta Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità di Bologna, mi ero dichiarato “esterrefatto” per avere constatato, ancora una volta, la totale indifferenza dei grandi media, che non hanno neppure annunciato l’evento, che pure riguarda le sorti di quasi 3 milioni di cittadini italiani.
Puntualmente la conferma di una quasi irrimediabile superficialità di troppi miei colleghi è arrivata assieme alla “bufala” di ben cinquanta disabili bloccati per gli ascensori rotti. È bastato un lancio di agenzia che si basava sulla telefonata del presidente dell’Associazione FIABA, alla ricerca di un minuto di gloria, per attivare il meccanismo pavloviano della notizia, l’unica degna di interesse e di essere rilanciata ovviamente senza alcuna verifica, dal momento che al Palazzo dei Congressi di Bologna di inviati non c’era neppure l’ombra.
Partiamo dunque da qui. Io c’ero. Effettivamente al primo piano del palazzo, prima un ascensore, poi, nel pomeriggio, un secondo ascensore, si sono bloccati quasi sicuramente perché sottoposti improvvisamente a un superlavoro (non succede spesso che ci siano contemporaneamente decine di carrozzine elettriche o manuali che vanno su e giù per i piani). Un guasto sgradevole, seccante. Ma niente di più. Per il semplice motivo che sullo stesso piano del palazzo ci sono altri due ascensori di servizio, ai quali siamo stati accompagnati con gentilezza dagli organizzatori e dal personale. Anch’io ho usato tranquillamente questa uscita secondaria, prendendo per tempo la navetta che mi ha poi portato in stazione, dove, assieme a tanti altri passeggeri “camminanti”, ho invece dovuto attendere mezz’ora per un ritardo nientemeno che di un Frecciarossa di Trenitalia (ma questo non fa assolutamente notizia).
In un primo momento, addirittura, girava voce di persone con disabilità “portate giù a braccia”. Insomma, la classica notizia utile a rinforzare una tesi subliminale: il Paese va a catafascio, e persino “gli handicappati” vengono trattati in questo modo.
Ecco perché sono in imbarazzo nel voler parlare, in sintesi, di due giorni di lavori densi di parole, di documenti, con settecento partecipanti arrivati da tutta Italia: non solo persone con disabilità, ma anche operatori, esperti, amministratori locali e regionali, parlamentari, ministri. Una Conferenza Nazionale su tematiche complesse come l’inclusione lavorativa, la scuola, la certificazione d’invalidità, la vita indipendente, l’accessibilità, e via elencando, è chiaro che è difficile da raccontare in termini giornalistici. Ma ci si può sforzare, ogni tanto. Per non banalizzare sempre le questioni legate all’handicap, trattandole solo come “emergenza permanente”, “disastro”, “peso”, “sfortuna”, “malattia”.
A Bologna si è respirata invece aria di dignità, di preoccupazione per le sorti generali del Paese, di ricerca di soluzioni concrete e tecnicamente corrette per evitare sprechi, favorire l’inclusione sociale e i diritti di tutti, indipendentemente dalla disabilità o dalla patologia di origine. Il viceministro al Lavoro e alle Politiche Sociali Maria Cecilia Guerra è uscita tra gli applausi. Non succede spesso di questi tempi. Magari è stato un eccesso di ottimismo da parte di una platea che ha un assoluto bisogno di punti di riferimento politici, per arginare il progressivo impoverimento delle famiglie e la continua messa in discussione di traguardi raggiunti negli anni precedenti. Ma il poderoso Programma d’Azione biennale messo a punto dal Governo, in collaborazione con i coordinamenti nazionali delle associazioni (FAND– Federazione Nazionale tra le Associazioni delle Persone con Disabilità e FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) è un buon punto di partenza per monitorare, spingere, andare avanti. 140 punti da affrontare, una “montagna da scalare”, come l’ha definita il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Enrico Giovannini. Ottima metafora. Intanto cominciamo a picchettare bene il campo base.
Di questo si dovrebbe parlare. Non solo di ascensori rotti. D’altronde, questa volta, ad essere “invisibili” non erano le persone con disabilità, ma proprio i giornalisti, tranne quelli che da sempre, magari perché di settore, se ne occupano con professionalità. Magari le grandi firme ogni tanto dovrebbero attingere a queste fonti, con un pizzico di curiosità e umiltà, che mi pare siano due dei requisiti fondamentali di questo nostro mestiere.

*Direttore responsabile di «Superando.it

Il presente testo, qui riproposto con alcuni riadattamenti al diverso contenitore, appare anche in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it», con il titolo “Conferenza nazionale, ascensori rotti e altre storie”.

In occasione della Conferenza di Bologna, la FISH ha presentato un importante documento che racchiude le proposte della Federazione per la piena attuazione del "Programma d’Azione Italiano per la Promozione dei Diritti e l’Integrazione delle Persone con Disabili".
A questo proposito, leggi l'articolo pubblicato su Superando "Le proposte della FISH alla Conferenza di Bologna"

Read more...

“Matilde” va in tv

Il corto di Vito Palmieri sarà trasmesso il 28 luglio sul canale di Sky Diva Universal, dopo la partecipazione a “Sotto le stelle del cinema” di Bologna e al Giffoni Film Festival “Matilde”, il cortometraggio del regista pugliese Vito Palmieri, vincitore della sezione Kids del Tiff (Toronto International Film Festival), del Festival del cinema europeo di Lecce e del Riff (Rome Independent Film Festival), sarà trasmesso domenica 28 luglio alle ore 21 sul canale 128 di Sky Diva Universal. Il corto è stato acquistato dalla rete grazie a un premio vinto al Social World Film Festival di Vico Equense.

“Matilde”, cortometraggio interamente interpretato da attori sordi prodotto dalla bolognese Agfa/Fiadda (Associazione genitori con figli audiolesi) in collaborazione con Maxman coop, Elenfant Film e Immaginarium ArtComStudio, racconta di una bambina dall’intelligenza vivace e dalla personalità spiccata che tra i banchi di scuola vive un disagio che sarà capace di superare da sola con la sua forza di volontà. A luglio “Matilde” farà parte anche della rassegna estiva di Bologna “Sotto le stelle del cinema”. Il corto sarà proiettato giovedì 25 luglio alle 21.45 in piazza Maggiore, dopo la presentazione del regista che sarà sottotitolata in diretta a cura dell’Agfa/Fiadda. Seguirà la proiezione del film “La tela animata”.

Dopo i successi nei festival italiani e internazionali, “Matilde” sarà in concorso al Giffoni Film Festival nella sezione cortometraggi. Sarà proiettato sabato 27 luglio alle ore 10 alla Cittadella del cinema nella sala Truffaut. Vito Palmieri, nato a Bitonto nel 1978, si laurea in Filmologia al Dams di Bologna. Ottiene i primi apprezzamenti da critica e pubblico nel 2006 con “Tana libera tutti”, finanziato dal Mibac e candidato nello stesso anno ai David di Donatello. Dopo “Se ci dobbiamo andare, andiamoci” (2009), presentato al festival Human Rights di Bologna, ed “Eclissi di fine stagione” (2010), selezionato al Giffoni Film Festival nella sezione Diritti umani, nel 2010 Palmieri approda al documentario con “Il Valzer dello Zecchino - Viaggio in Italia a tre tempi”. Il film vince il primo premio come miglior documentario all’Annecy Cinéma Italien e il premio della giuria al Festival Arcipelago. Nel 2012 dirige “Anna bello sguardo”, un omaggio a Lucio Dalla, proiettato in anteprima assoluta al Festival “Visioni italiane 2013”.  

Read more...

“A bocca chiusa” o a mente aperta?

Daniele Silvestri al concerto del 1° maggio 2013

Si sono avuti momenti di grande spettacolarità, forte impatto emotivo e coinvolgimento, in una scenografia colorata e dinamica, quando il cantante Daniele Silvestri ha esortato il pubblico ad applaudire silenziosamente roteando e librando in alto le mani come fanno le persone sorde che utilizzano la lis, la cosiddetta lingua italiana dei segni. Un applauso di così grande effetto e coralità certamente “lascia il segno”nel pubblico presente in piazza o che ha seguito da casa, tanto più che l’esibizione di Silvestri è stata accompagnata da quattro simpatici e bravi ragazzi, di una radio romana, saliti sul palco appositamente per eseguire la versione in segni del testo “A bocca chiusa”.
Silvestri lo ha fatto in continuità con la sua ultima partecipazione al festival di Sanremo dove ha presentato la sua canzone con analoga modalità, facendosi affiancare da un interprete lis e gli va riconosciuto l’impegno personale profuso per far conoscere le problematiche di alcune persone sorde.
Egli spinto da tale impegno ed anche dall’iniziativa di sottoscrizione on line di sostegno al riconoscimento ufficiale della Lis, avviata dai ragazzi della Radio Kaos Lis e che sta riscuotendo successo, ha però enunciato il 1° maggio alcune tesi, anacronistiche, fuorvianti e non condivise, di fatto basate sulla scarsa conoscenza della complessità dell’argomento e su una visione antropologica della sordità che non ci appartiene. Ha sostenuto che “il riconoscimento lis è una cosa talmente giusta che non andrebbe nemmeno spiegata” e che in tal modo “tantissime persone non sarebbero più lontane ed isolate, basterebbe informarsi“, per questo motivo “l’Italia è un paese indietro anche in questo”.
Sarebbe molto opportuno da parte di Daniele Silvestri rivedere queste tesi ed aprirsi ad un confronto aperto e sereno, se solo ne avesse desiderio e ne avvertisse l’esigenza, con nostro grande piacere. Lo ha già fatto il Parlamento italiano in diverse legislature pervenendo a conclusioni assolutamente diverse dalle sue.
Infatti l’Italia, contrariamente a quanto affermato da Silvestri, è un Paese molto avanti rispetto ad altri da Lui citati. E molte persone sorde sono ben liete che il loro Stato non le riconosca forzatamente appartenenti ad una minoranza linguistica separata, quella della lis, insomma oggi non vi è alcun bisogno di riconoscimento lis, è già tutto garantito. L’Italia è di tradizione oralista, ovvero ritiene che per non isolare le persone sorde bisogna metterle in condizioni di esprimersi e relazionarsi con le altre persone mediante l’uso della lingua italiana, che comprende anche la forma scritta contrariamente alla lis, che non essendo lingua verbale, ne è completamente priva. E’ il Paese che per primo ha chiuso gli istituti speciali per sordi avviando gli alunni nelle scuole di tutti. E’ anche bene sapere che oggi più che mai è possibile per tutti i bambini nati sordi, anche con sordità profonda, acquisire competenza nella lingua italiana e perfino capacità percettiva uditiva. Su questi obiettivi si fondano gli attuali bisogni. D’altro canto tutte le persone sorde che ancora necessitano dell’ausilio della lis sono anche esse ben tutelate dalla vigente legislazione, nei diversi ambiti: assistenti nelle scuole ed interpreti nelle università, nelle aule giudiziarie, in programmi televisivi, attraverso benefici economici ed assistenziali, agevolazioni fiscali di varia natura ed esenzioni ed infine mediante l’erogazione diretta in denaro di una indennità di comunicazione indipendentemente dal reddito personale. E’ auspicabile che, passata questa fase enfatica e talvolta emotiva, si torni a parlare con serenità dei reali ed attuali problemi, a cominciare dal lavoro visto anche il contesto del 1° maggio, che le persone sorde devono affrontare ogni giorno, come tanti altri cittadini e tante altre persone con disabilità fortemente creditrici verso le politiche sociali messe in campo attualmente dallo Stato.
E nello specifico c’è da domandarsi se sia veramente tanto difficile pensare di predisporre servizi di sottotitolazione un po’ ovunque, nei luoghi pubblici, della cultura, dell’arte e del tempo libero e quindi perfino in piazza San Giovanni a Roma. In fondo si tratterebbe di buona progettazione universale, a vantaggio di tutti e non solo di cosiddette categorie di disabili.

Con tutta la stima per l’artista Daniele Silvestri.

Antonio Cotura Presidente Nazionale FIADDA onlus 

Read more...
Subscribe to this RSS feed

Questo sito web utilizza i cookie. Utilizziamo i cookie per personalizzare la tua esperienza utente e per studiare come viene utilizzato il nostro sito web. Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.

I cookie vengono utilizzati per migliorare il nostro sito e la vostra esperienza quando lo si utilizza. I cookie sono impiegati per il funzionamento essenziale del sito sono già stati impostati. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

  I accept cookies from this site.
EU Cookie Directive Module Information