A+ A A-

"L’estate di Giacomo". Riflessioni sparse e personali di Valeria Cotura

L’estate di Giacomo, opera prima di Alessandro Comodin, è uno dei quattordici film selezionati da Nanni Moretti per la rassegna “Bimbi Belli 2012 esordi nel cinema italiano” presentato all’Arena Nuovo Sacher nel Rione di Trastevere il 22 luglio 2012.
Un folto pubblico è accorso per la proiezione del film, snodandosi in una lunga fila fino alle rotaie del tram nella via alle spalle di Porta Portese, probabilmente attratto dalla motivazione del premio ricevuto al Festival di Locarno, dagli apprezzamenti della critica e dal grande successo che sta riscuotendo in Francia. Un altro segno tangibile che qualcosa si sta muovendo nel panorama desolante della crisi culturale italiana e fra il torpore del pubblico. Alla notizia del tutto esaurito, la biglietteria è stata quasi presa d'assalto, tanto che Nanni Moretti alla fine ha deciso di far entrare tutti, ben oltre i 600 posti a sedere.
Sono andata a vedere il film per formazione e naturale affezione ad un certo tipo di cinema, ma anche incuriosita dal riferimento alla sordità che, comunque mi appariva dalla lettura delle varie recensioni e critica piuttosto confuso e discordante.
Si tratta di un film poetico, delicato, essenziale, dove ciascuno può rinvenire una traccia della propria adolescenza e riappropriarsi, tra gli sprazzi di luci, colori, suoni e silenzi della Natura o nei sorrisi, nei giochi, negli occhi dei protagonisti, di frammenti di ricordi lontani. La sordità, naturalmente presente perché il protagonista è un ragazzo sordo, appare sfumata da altre componenti.
Giacomo e Stefania, amici dall'infanzia, camminano nei boschi, calpestano le foglie, a volte inciampano nei rovi, si graffiano, si sporcano nel fango, si trovano ora vicini, ora lontani, i loro respiri a volte si confondono, giocano, ridono, si scrutano, si confrontano in innocenti schermaglie, il loro andare non è altro che la metafora della vita, la crescita, il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, la scoperta di nuove dimensioni e pulsioni, del corpo e della sensualità. Ne seguiamo da dietro e a distanza ravvicinata (raramente intravediamo i loro primi piani) i passi e i movimenti nel bosco fino ad arrivare, scoprendone la limpidezza, al Tagliamento, siamo accompagnati da una vera orchestra di suoni, dallo scroscio dell’acqua, al fruscio delle foglie, del vento, un connubio di colori, rumori, vibrazioni di Madre Natura. Il Fiume ed i ragazzi finiscono per fondersi gli uni con l'altro, creando un dialogo fatto di tuffi, schizzi, tonfi in un unicum armonico e suggestivo.
Giacomo parla tanto, con un linguaggio essenziale e cadenzato da termini gergali, come tutti i ragazzi della sua età; Stefi è più taciturna e riflessiva, si immerge nella natura e ne diventa parte. Le scene nel bosco si alternano a quelle della sagra paesana, le giostre, la musica, il ballo, la campagna, una casa rurale ed un’assordante batteria.
La camera, nelle mani del regista, li segue e li lascia fare senza condizionamenti e schemi prestabiliti, senza interferire nella libertà del loro incedere e della loro espressività.
Scene ed immagini, i dialoghi scarni e brevi, la lentezza di alcune sequenze, il taglio del film tra finzione e documentario rievocano lo stile caro alla Nouvelle Vague ed ai registi Rohmer e Truffaut. Spontaneo il richiamo ai Quattrocento colpi, che Comodin ha definito nel dibattito seguito alla proiezione, uno dei film più belli della storia del cinema. La scena della bicicletta, intensa da far venire i brividi, i volti dei ragazzi nei quali si coglie il loro anelito verso la vita e la voglia di esprimersi liberamente, richiama vagamente alla memoria la corsa verso la libertà ed il mare di Antoine Doinel, l’una e le altre colpiscono per l’autenticità, la freschezza, l’equilibrio tra improvvisazione e rigore.
L’ultima sequenza del film segna un netto salto temporale: Giacomo si è lasciato alle spalle l’adolescenza, ora sta vivendo una stagione più matura e la scoperta dell’amore con Barbara.
Alla proiezione è seguito il dibattito, condotto da Moretti. Il regista friulano, che ha studiato a Bruxelles e vive a Parigi, ha risposto, tra la soddisfazione e l’apprezzamento dei presenti, alle molte domande in maniera efficace ed esaustiva, comprese quelle riferite alla sordità di Giacomo, rivoltegli da alcuni spettatori, dimostrando una conoscenza approfondita e diretta di questa disabilità, che ha saputo trattare nel film non solo con sensibilità e delicatezza, ma anche con onestà intellettuale e obiettività.
Comodin conosce molto bene Giacomo, è il fratello del suo migliore amico, con la sua famiglia ha condiviso le fasi che hanno portato alla decisione di affrontare un impianto cocleare, nella consapevolezza che ciò avrebbe rimesso in gioco dinamiche e situazioni già vissute quando Giacomo era diventato sordo a pochi mesi di età.
Il film doveva essere originariamente una sorta di documentario sulla fase precedente l’intervento ed il nuovo percorso riabilitativo, tanto è vero che per un’intera estate delle due nelle quali è stato girato, molte sedute logopediche sono state riprese, ma via via che la cosa prendeva corpo, Comodin si è reso conto che il discorso doveva essere piegato verso qualcosa di più profondo ed intimistico e nello stesso tempo libero da schemi o progetti preordinati.
Il passaggio dal periodo precedente (il prologo) a quello successivo all’intervento viene mostrato solo dalla protesi acustica che, Giacomo indossa mentre percuote vigorosamente una batteria e che, durante la passeggiata nel bosco scompare. Ma non perché l’intervento abbia reso l’udito al ragazzo, come alcune recensioni hanno enfaticamente riportato, che invece, secondo la precisazione del regista è ancora sordo e non sordastro, ma semplicemente perché l’escursione nel bosco si sarebbe conclusa con un bagno nelle acque del fiume e Giacomo aveva preferito saggiamente non indossare l’impianto.
Un valore aggiunto di questo film è rappresentato dalla sottotitolazione in italiano, che consente di abbattere una grossa barriera, oltre a veicolare una nuova dimensione della cultura, contro l’ignoranza e la superficialità. In questo senso un apprezzamento va rivolto alla distribuzione, oltre alla sensibilità del regista, che a chi gli chiedeva se il sottotitolo fosse lì per ovviare alla voce del protagonista ha risposto che gli sembrava un atto normalmente dovuto. Purtroppo nessuna recensione l’ha messo in evidenza, dimostrando ancora una volta la ritrosia di certa stampa e di alcuni ambienti verso queste forme di accessibilità e fruizione della cultura da parte delle persone sorde.
Nel pubblico c’è stato chi ha sottolineato questo aspetto, riferendolo, tra l’approvazione di Moretti e di Comodin, anche all’acquisizione di un diritto umano e fondamentale e ringraziando il regista per aver saputo trasmettere al pubblico un messaggio di forte spessore umano e culturale. 

Read more...

“Matilde” va in tv

Il corto di Vito Palmieri sarà trasmesso il 28 luglio sul canale di Sky Diva Universal, dopo la partecipazione a “Sotto le stelle del cinema” di Bologna e al Giffoni Film Festival “Matilde”, il cortometraggio del regista pugliese Vito Palmieri, vincitore della sezione Kids del Tiff (Toronto International Film Festival), del Festival del cinema europeo di Lecce e del Riff (Rome Independent Film Festival), sarà trasmesso domenica 28 luglio alle ore 21 sul canale 128 di Sky Diva Universal. Il corto è stato acquistato dalla rete grazie a un premio vinto al Social World Film Festival di Vico Equense.

“Matilde”, cortometraggio interamente interpretato da attori sordi prodotto dalla bolognese Agfa/Fiadda (Associazione genitori con figli audiolesi) in collaborazione con Maxman coop, Elenfant Film e Immaginarium ArtComStudio, racconta di una bambina dall’intelligenza vivace e dalla personalità spiccata che tra i banchi di scuola vive un disagio che sarà capace di superare da sola con la sua forza di volontà. A luglio “Matilde” farà parte anche della rassegna estiva di Bologna “Sotto le stelle del cinema”. Il corto sarà proiettato giovedì 25 luglio alle 21.45 in piazza Maggiore, dopo la presentazione del regista che sarà sottotitolata in diretta a cura dell’Agfa/Fiadda. Seguirà la proiezione del film “La tela animata”.

Dopo i successi nei festival italiani e internazionali, “Matilde” sarà in concorso al Giffoni Film Festival nella sezione cortometraggi. Sarà proiettato sabato 27 luglio alle ore 10 alla Cittadella del cinema nella sala Truffaut. Vito Palmieri, nato a Bitonto nel 1978, si laurea in Filmologia al Dams di Bologna. Ottiene i primi apprezzamenti da critica e pubblico nel 2006 con “Tana libera tutti”, finanziato dal Mibac e candidato nello stesso anno ai David di Donatello. Dopo “Se ci dobbiamo andare, andiamoci” (2009), presentato al festival Human Rights di Bologna, ed “Eclissi di fine stagione” (2010), selezionato al Giffoni Film Festival nella sezione Diritti umani, nel 2010 Palmieri approda al documentario con “Il Valzer dello Zecchino - Viaggio in Italia a tre tempi”. Il film vince il primo premio come miglior documentario all’Annecy Cinéma Italien e il premio della giuria al Festival Arcipelago. Nel 2012 dirige “Anna bello sguardo”, un omaggio a Lucio Dalla, proiettato in anteprima assoluta al Festival “Visioni italiane 2013”.  

Read more...

“A bocca chiusa” o a mente aperta?

Daniele Silvestri al concerto del 1° maggio 2013

Si sono avuti momenti di grande spettacolarità, forte impatto emotivo e coinvolgimento, in una scenografia colorata e dinamica, quando il cantante Daniele Silvestri ha esortato il pubblico ad applaudire silenziosamente roteando e librando in alto le mani come fanno le persone sorde che utilizzano la lis, la cosiddetta lingua italiana dei segni. Un applauso di così grande effetto e coralità certamente “lascia il segno”nel pubblico presente in piazza o che ha seguito da casa, tanto più che l’esibizione di Silvestri è stata accompagnata da quattro simpatici e bravi ragazzi, di una radio romana, saliti sul palco appositamente per eseguire la versione in segni del testo “A bocca chiusa”.
Silvestri lo ha fatto in continuità con la sua ultima partecipazione al festival di Sanremo dove ha presentato la sua canzone con analoga modalità, facendosi affiancare da un interprete lis e gli va riconosciuto l’impegno personale profuso per far conoscere le problematiche di alcune persone sorde.
Egli spinto da tale impegno ed anche dall’iniziativa di sottoscrizione on line di sostegno al riconoscimento ufficiale della Lis, avviata dai ragazzi della Radio Kaos Lis e che sta riscuotendo successo, ha però enunciato il 1° maggio alcune tesi, anacronistiche, fuorvianti e non condivise, di fatto basate sulla scarsa conoscenza della complessità dell’argomento e su una visione antropologica della sordità che non ci appartiene. Ha sostenuto che “il riconoscimento lis è una cosa talmente giusta che non andrebbe nemmeno spiegata” e che in tal modo “tantissime persone non sarebbero più lontane ed isolate, basterebbe informarsi“, per questo motivo “l’Italia è un paese indietro anche in questo”.
Sarebbe molto opportuno da parte di Daniele Silvestri rivedere queste tesi ed aprirsi ad un confronto aperto e sereno, se solo ne avesse desiderio e ne avvertisse l’esigenza, con nostro grande piacere. Lo ha già fatto il Parlamento italiano in diverse legislature pervenendo a conclusioni assolutamente diverse dalle sue.
Infatti l’Italia, contrariamente a quanto affermato da Silvestri, è un Paese molto avanti rispetto ad altri da Lui citati. E molte persone sorde sono ben liete che il loro Stato non le riconosca forzatamente appartenenti ad una minoranza linguistica separata, quella della lis, insomma oggi non vi è alcun bisogno di riconoscimento lis, è già tutto garantito. L’Italia è di tradizione oralista, ovvero ritiene che per non isolare le persone sorde bisogna metterle in condizioni di esprimersi e relazionarsi con le altre persone mediante l’uso della lingua italiana, che comprende anche la forma scritta contrariamente alla lis, che non essendo lingua verbale, ne è completamente priva. E’ il Paese che per primo ha chiuso gli istituti speciali per sordi avviando gli alunni nelle scuole di tutti. E’ anche bene sapere che oggi più che mai è possibile per tutti i bambini nati sordi, anche con sordità profonda, acquisire competenza nella lingua italiana e perfino capacità percettiva uditiva. Su questi obiettivi si fondano gli attuali bisogni. D’altro canto tutte le persone sorde che ancora necessitano dell’ausilio della lis sono anche esse ben tutelate dalla vigente legislazione, nei diversi ambiti: assistenti nelle scuole ed interpreti nelle università, nelle aule giudiziarie, in programmi televisivi, attraverso benefici economici ed assistenziali, agevolazioni fiscali di varia natura ed esenzioni ed infine mediante l’erogazione diretta in denaro di una indennità di comunicazione indipendentemente dal reddito personale. E’ auspicabile che, passata questa fase enfatica e talvolta emotiva, si torni a parlare con serenità dei reali ed attuali problemi, a cominciare dal lavoro visto anche il contesto del 1° maggio, che le persone sorde devono affrontare ogni giorno, come tanti altri cittadini e tante altre persone con disabilità fortemente creditrici verso le politiche sociali messe in campo attualmente dallo Stato.
E nello specifico c’è da domandarsi se sia veramente tanto difficile pensare di predisporre servizi di sottotitolazione un po’ ovunque, nei luoghi pubblici, della cultura, dell’arte e del tempo libero e quindi perfino in piazza San Giovanni a Roma. In fondo si tratterebbe di buona progettazione universale, a vantaggio di tutti e non solo di cosiddette categorie di disabili.

Con tutta la stima per l’artista Daniele Silvestri.

Antonio Cotura Presidente Nazionale FIADDA onlus 

Read more...
Subscribe to this RSS feed

Questo sito web utilizza i cookie. Utilizziamo i cookie per personalizzare la tua esperienza utente e per studiare come viene utilizzato il nostro sito web. Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.

I cookie vengono utilizzati per migliorare il nostro sito e la vostra esperienza quando lo si utilizza. I cookie sono impiegati per il funzionamento essenziale del sito sono già stati impostati. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

  I accept cookies from this site.
EU Cookie Directive Module Information